venerdì 13 novembre 2015

Il centenario che decise le sorti del mondo

Avrebbe potuto essere questo il titolo del best-seller di Jonas Jonasson "Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve", ma evidentemente quest'ultimo è stato giudicato dal marketing più accattivante (e probabilmente con tutte le ragioni del caso).
Il titolo originale comunque ci va più che bene, d'altronde è esattamente quello che Allan, il secolare protagonista, fa nelle prime due pagine. Resta un mistero, invece, il motivo per cui l'arzillo vecchietto sulla copertina del libro indossi un costume da maiale. Fosse stato un elefante si sarebbe anche giustificato, con un po' di sforzo. Ma il maiale resta incomprensibile, se non sotto l'ottica di un marketing aggressivo.
Per fortuna (di tutti, marketing, autore e lettore!) il contenuto del romanzo è all'altezza delle promesse, anche senza maiali. Quella di Jonasson è una commedia grottesca che si lascia leggere con facilità, divertendo in modo arguto e leggero. Adatta anche a chi ama la fanta-politica perché il buon Allan, nei suoi cento anni di vita, viene a contatto con personaggi del calibro di Truman, Stalin e Mao Tse-Tung, avendo naturalmente un ruolo attivo in tutte le loro vicende politiche.
Se quindi chiudiamo un occhio sulla traduzione, a mio avviso non sempre ineccepibile, e su alcuni grossolani refusi (che neppure i self publisher ormai fanno più), "Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve" è sicuramente un romanzo da consigliare per passare qualche serata in relax e vedere il mondo con l'ottimismo di Allan, sperando di arrivare anche noi a cent'anni con la voglia di saltare dalla finestra e affrontare la vita con curiosità.

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