venerdì 24 aprile 2015

Inutile regalare libri



Passata la giornata mondiale del libro voglio anch'io dire la mia sul tema della lettura.
Per farlo però preferisco rubare (al 100%) le parole di Alberto Mattioli, che ieri sul sito de La Stampa ha pubblicato il resoconto del suo personale esperimento come volontario di #ioleggoperché.
Ecco il suo articolo per intero:

«Un libro?». Il tizio ha, sì e no, vent’anni e l’espressione stranita e vagamente allarmata di un concorrente di telequiz cui hanno appena chiesto di che colore era il cavallo bianco di Napoleone. Diciamo che è basito. Mi aspetta dunque una lunga e noiosa spiegazione: sì, vede, un libro, tipo questo, e gli esibisco Il cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini. Trattasi di un parallelepipedo di carta che si apre e si legge, di solito dopo essersi acciambellati in poltrona, meglio se con un bicchiere di qualcosa e un gatto a portata di mano. Glielo regalo, se vuole. E aggiungo tentatore la paroletta magica: è gratis, gra-tis. «Ah, grazie, no. Io non leggo».
Come in ogni tragedia classica, anche in questa c’è unità di tempo, di luogo e d’azione. Tempo: ieri, dalle 15,04 alle 15,29. Luogo: la stazione Cadorna di Milano, forse non la più amata, ma certamente la più frequentata dai pendolari della metropoli e della metropolitana. Azione: il tentativo del soprascritto di mettersi nei panni dei volontari di #ioleggoperché, l’iniziativa di autori ed editori per la Giornata mondiale del libro. A questi «messaggeri», come sono stati battezzati, sono affidate oggi 240 mila copie di 24 titoli appositamente ristampati, con la missione di andare e moltiplicare i lettori regalandole in giro per l’Italia. Ieri me ne sono autoincaricato anch’io, anticipando di un giorno i volontari. E quindi posso annunciare loro che sarà durissima: più che dei messaggeri, servirebbero dei kamikaze.
Infatti il bilancio è presto fatto: per smerciare dieci volumi ci ho messo 25 minuti e per 10 «sì» ho ricevuto 28 «no», in maggioranza, duole dirlo, da non lettori giovani (17 su 28, il 60,71%), intendendo per «giovani», come ormai è d’uso in Italia, gli under 40. Per la verità, il problema non è solo che volevo regalare un libro, ma anche che ormai fermare qualcuno per la strada è difficilissimo. Intanto perché molti hanno le cuffie e i pochi che hanno le orecchie libere tengono però gli occhi incollati al telefonino o al tablet. E poi perché al primo «scusi» la sbuffata del passante è praticamente garantita. La gente, forse a ragione, è diffidentissima. E dire che il mio aspetto non sarà gentile ma non è nemmeno inquietante e che mi ero perfino messo la cravatta. O magari sono stato sfortunato: ieri quel 60% di italiani che, secondo le statistiche, non prende mai in mano un libro, nemmeno i ricettari di cucina o i manuali delle istruzioni (in Germania i non lettori assoluti sono la metà, il 30), era evidentemente tutto in transito da Cadorna.
Anche con chi accetta bisogna insistere. Tre pompieri mi dicono cortesemente che loro non leggono, però prendono un libro e promettono: «Lo porteremo in caserma» (almeno non per bruciarlo, si spera). Un immigrato mi gela: «Leggo solo l’arabo», un pendolare si secca: «Perdo il treno». La maggior parte, però, e quel che è peggio la maggior parte dei ragazzi, semplicemente non è interessata. Guardano l’oggetto misterioso come se stessi offrendo un disco volante, poi scuotono la testa (senza gran fatica, non dev’essere pienissima), talvolta dicono «grazie» e più spesso «no, grazie».
L’eccezione alla regola sono i giovani volontari che fanno propaganda per l’Unhcr, l’agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite. Sono i miei avversari nel tentare di catturare l’attenzione dei passanti, ma almeno i libri li prendono e pure con cordiale soddisfazione. Fanno evidentemente parte della minoranza intellettuale del Paese, quei famosi cinque milioni di italiani su 60 che vanno alle mostre e a teatro, leggono i quotidiani e i libri e ogni tanto staccano gli occhi dalla tivù.
Poi ci sono quelli che leggono già. Un signore mi risponde in perfetto italiano: «Vivo in Brasile». Beh, il viaggio è lungo, magari un libro le fa comodo... «Grazie, ne ho abbastanza dei miei», ribatte (smisurate biblioteche in Amazzonia? Chilometri di scaffali a Copacabana? Chissà). E una signora più agée, molto elegante, cui tentavo di affibbiare Il vecchio che leggeva romanzi d’amore di Sepulveda, mi dice gentilmente: «Ce l’ho già». Dall’altra parte della scala sociale, entusiasmo da parte di un punkabbestia spiaggiato con cane, che accetta un Paola Capriolo (L’ordine delle cose) con prontezza sospetta: magari le pagine gli servono per rollarsi le canne. Anche i baristi danno soddisfazioni: due copie le ho piazzate dietro il bancone.
Ma forse la voce della verità è quella dal sen fuggita di una ragazzina che tornava a casa da scuola, semisepolta dallo zaino: «Grazie, no, devo già leggere quelli che mi ha dato la prof». E ti piacciono? «No, di solito sono dei mattoni». Beh, io comunque ci ho provato.
Alberto Mattioli

sabato 18 aprile 2015

USA e la listi dei libri proibiti ai bambini

Sembra una notizia del secolo scorso e invece non lo è: in America ogni anno viene stilato dall’American Library Association un elenco di libri che, secondo l’opinione di insegnanti e genitori, fanno male all’educazione dei bambini.
I titoli in questo elenco però fanno male al senso civico e alla cultura della tolleranza e dell'uguaglianza.
Al 1° posto della lista dell’ALA c’è il racconto del 2007 di Sherman Alexie, Diario assolutamente sincero di un Indiano part-time, vincitore di numerosi premi e basato sulle esperienze autobiografiche dell’autore ai tempi della scuola, quando in classe era circondato solo da amici bianchi. Il 1° posto del libro sarebbe motivato dalla forte “insensibilità culturale” che Alexie avrebbe comunicato con il suo testo: come dire "non c'è bisogno che i nostri figli sappiano che siamo razzisti".
Infatti molti dei libri presenti nell’elenco redatto dall’ALA, o sono scritti da autori non bianchi oppure sono scritti da autori gay, lesbiche o transgender.
Questo è il motivo che porta al terzo posto il libro di illustrazioni E con Tango siamo in tre, scritto da Peter Parnell e Justin Richardson con i disegni di Henry Cole, storia vera di due pinguini che vivono all’interno del Central Park Zoo di New York cui uno dei guardiani dello zoo regala un uovo di una coppia di pinguini vicini di ‘casa’, coronando così il legame tra i due animali.
Una storia basata quindi sul legame padre figlio, sull’amore genitoriale e sull’amicizia. Ma i genitori e gli insegnanti delle scuole hanno contestato il volume, accusandolo di ‘promuovere l’agenda omosessuale del paese’.
Il secondo posto invece se lo aggiudica Persepolis di Marjane Satrapi, una grafic novel autobiografica che racconta la storia di una ragazza iraniana cresciuta dopo gli anni della Rivoluzione Islamica, da cui è stato tratto un film d'animazione uscito nel 2007, candidato all'Oscar e vincitore del Premio della giuria al Festival di Cannes 2007.
E penso basti questo a dimostrare quanto l'ignoranza dilaghi ancora nel mondo...

E voi cosa ne pensate di questa lista proibita?


sabato 4 aprile 2015

In 26 per il premio Strega

Con la chiusura delle candidature prende il via il LXIX Premio Strega e so che tutti vi state chiedendo quali sono i 26 candidati proposti dagli Amici della domenica (così si chiama lo storico corpo votante!) e che diventeranno 12 il 16 aprile, sotto la mannaia del comitato direttivo del premio.
E visto che eravate tutti ansiosi di conoscere i nomi eccovi accontentati (e leggete fino in fondo che le sorprese non mancano!)

stalin-bianca Stalin + Bianca
Iacopo Barison
Tunué
non-sono-assassino Non sono un assassino
Francesco Caringella
Newton Compton

Il paese dei coppoloni
Vinicio Capossela
Feltrinelli
paese coppoloni Il dolore del mare
Alberto Cavanna
Nutrimenti
dolore del mare

la sposa La sposa
Mauro Covacich
Bompiani
I Nuovi Venuti I Nuovi Venuti
Giorgio Dell'Arti
Edizioni Clichy

Storia della bambina perduta
Elena Ferrante
e/o
Storia bambina perduta Final cut
Vins Gallico
Fandango
Final cut

Chi manda le onde Chi manda le onde
Fabio Genovesi
Mondadori
24:00:00 24:00:00
Federico Guerri
Il Foglio

La ferocia
Nicola Lagioia
Einaudi
La ferocia La meteora di luglio
Adriano Lo Monaco
L.C.E.
meteora di luglio

Monte Sardo Monte Sardo
Dante Maffia
Rubbettino
genio abbandono Il genio dell'abbandono
Wanda Marasco
Neri Pozza

Don Riccardo
Loredana Micati
Mursia
Don Riccardo Se mi cerchi non ci sono
Marina Mizzau
Manni
Se mi cerchi non ci sono

Gli amici che non ho Gli amici che non ho
Sebastiano Mondadori
Codice
La Repubblica di Santa Sofia La Repubblica di Santa Sofia
Pietro Paolo Parrella
Tullio Pironti

L'estate del cane bambino
Mario Pistacchio, Laura Toffanello
66th and 2nd
L'estate del cane bambino Come donna innamorata
Marco Santagata
Guanda
Come donna innamorata

Sans blague Sans blague
Eugenio Sbardella
Nulla die
Via Ripetta 155 Via Ripetta 155
Clara Sereni
Giunti

I dirimpettai
Fabio Viola
Baldini & Castoldi
I dirimpettai Autunnale
Dario Voltolini
Book Sprint
Autunnale

XXI Secolo XXI Secolo
Paolo Zardi
Neo
Dimentica il mio nome Dimentica il mio nome
Zerocalcare
Bao Publishing