sabato 29 marzo 2014

Il deserto dei Tartari

Ci sono libri che appartengono alla storia e per questo vengono definiti classici. Il deserto dei Tartari è a pieno titolo uno di questi, anche se Buzzati sembra a volte vivere sulla porta del dimenticatoio.
Eppure la sua prosa, spesso visionaria, è ricca di messaggi sempre attuali, come quello contenuto nelle pagine del suo romanzo più famoso.
Sia chiaro, Il deserto dei Tartari non è un libro da leggere a cuor leggero, una di quelle storie che ti getti alle spalle appena le hai finite, non è uno di quei romanzi che si sfoglia in spiaggia sotto l'ombrellone insomma. Perché leggendolo non puoi fare a meno d'immedesimarti nel tenente Drogo; sono pochi gli uomini, infatti, che possono escludere d'aver mai passato un periodo della loro vita chiusi in quella fortezza, ad aspettare che arrivi il momento, che i Tartari giungano a dare un senso a tutto.
E così, mentre le vicende di Giovanni Drogo si susseguono senza in realtà andare da nessuna parte, mentre dalla tua poltrona vorresti gridargli "muoviti, fai qualcosa, non restare lì", sotto sotto senti avanzare un dubbio, una domanda: "Sono anch'io rinchiuso nella Fortezza Bastiani?"
E la risposta inevitabilmente lascia il segno...

L'idea del romanzo, affermò Buzzati in un'intervista, nacque "dalla monotona routine redazionale notturna che facevo a quei tempi. Molto spesso avevo l'idea che quel tran-tran dovesse andare avanti senza termine e che mi avrebbe consumato così inutilmente la vita. E' un sentimento comune, io penso, alla maggioranza degli uomini, soprattutto se incasellati nell'esistenza ad orario delle città. La trasposizione di questa idea in un mondo militare fantastico è stata per me quasi istintiva". "Il deserto dei Tartari" narra la storia di Giovanni Drogo, che una mattina di settembre parte dalla città per raggiungere la fortezza Bastiani, dove trascorrerà tutta l'esistenza. Il suo viaggio sembra portare ai confini del mondo abitato, in una costruzione militaresca che appare "antica e deserta", in un luogo in cui ristagna un torpore misterioso e tutto, dalle mura al paesaggio, traspira un'aria inospitale e sinistra. Per trent'anni Giovanni Drogo subisce l'oscuro male dei fortini, delle ridotte, delle casematte, e quella sorta di stregata immobilità si insinua fra i personaggi, come per salvaguardare il presentimento di nobili imprese. Qui Drogo attende, come tutti gli altri, che qualcosa dal deserto si muova, ma questo accade quando la sua vita è giunta al vero confine dell'uomo ed egli muore solo, in una povera locanda sulla strada di ritorno verso casa. La storia acquista così una sua forza allegorica, che investe tutti gli uomini, il senso delle loro azioni e della loro esistenza.

Titolo: Il deserto dei Tartari
Autore: Dino Buzzati
Prezzo: € 9,00 (ebook 6,99)
Pagine: 222
Editore: Mondadori





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