mercoledì 26 febbraio 2014

Droghe digitali per scrittori

Ieri mi sono iscritto a 20lines.
Sia chiaro, il sito non mi piace, l'idea su cui si basa (tu scrivi 20 righe di racconto e poi chiunque le può proseguire) è stravista in mille salse. Però hanno fatto un buon marketing, hanno una grandissima visibilità, e quando sei un "mister nessuno" che cerca di promuovere il suo romanzo luoghi così fanno sempre comodo.
Quindi, visto che hanno attivato la possibilità di aggiungere racconti di un singolo autore, mi sono iscritto postando un racconto già inserito sul altri portali (magari avessi il tempo per scriverne di nuovi...) e lasciandolo al suo destino per vedere quanti utenti di 20lines lo avrebbero letto.
Stamattina ho incontrato la ovvia verità: tre lettori (di cui uno lo conosco già).
Anche qui nulla di nuovo sotto il sole: tutti scrivono, nessuno legge.
A colpirmi particolarmente sono stati due lettori (quelli che non conosco) che, oltre a cliccare politicamente il "like", hanno anche inserito un commento. Eccolo (lo stesso vale per entrambi, sono praticamente identici):
Ciao! Ti scrivo per chiederti un piccolo favore!
Sto partecipando al concorso BigJump con il mio Romanzo XXX.
Gli daresti un occhio e un voto? Grazie!
"BigJump" è il solito concorso letterario in combutta con una grande casa editrice per lanciare sul mercato l'ennesimo libro di un eserdiente, mal editato e presto dimenticato. Per carità, un'occasione come altre. Non un buon motivo però per andare a stressare uno sconosciuto con il tuo racconto (per quello ci sono già le varie compagnie telefoniche che mi chiamano quotidianamente a casa!)
Mi chiedo: siamo veramente questo noi esordienti? Alla stregua di operatori di call center senza neppure la scusa di uno scarso stipendio da portare a casa?
A cosa serve tutto ciò? Non serve alla cultura, non serve alla letteratura italiana, non serve neppure a te che mi scrivi, che a maggior ragione il voto non te lo darò.
Forse è ora di smettere con tutti questi portali di scrittori, concorsi per scrittori, droghe digitali per scrittori.
Forse è ora di fare qualcosa per i lettori...



giovedì 20 febbraio 2014

Costruire una libreria invisibile

Ecco una brevissima guida che vi spiegherà come riporre i vostri libri preferiti in assenza di scaffali o librerie.
Un tocco di magia alla vostra casa per stupire parenti e amici!



Avete provato anche voi? Mandatemi le foto delle vostre librerie invisibili!


sabato 15 febbraio 2014

5 motivi per non leggere questo libro


1) Sto aspettando le detrazioni fiscali sull'acquisto dei libri

Mi spiace dirtelo ma non riempirai la libreria in mogano della nonna aspettando lo Stato. Fai prima a venderla su ebay e con i soldi comprarti tutti i libri che desideri. Poi potrai appenderli sulle pareti!

2) Non leggo dal '63, voglio entrare nel guinness dei primati

Ti do una brutta notizia: il tuo record verrà pubblicato in un libro, per goderne dovrai perdere il primato...

3) Compro un libro all'anno, quello di Bruno Vespa

Ognuno dei propri soldi fa quello che vuole e io rispetto tutte le religioni...

4) Non acquisto libri dagli sconosciuti

A questo c'è rimedio: puoi leggere la mia biografia o se preferisci mandarmi una mail, così facciamo quattro chiacchiere!

5) Le storie con robot, mondi futuri e altre cose strane mi danno sonnolenza

Ok, mi sembra ragionevole. Però allora puoi leggerti questo: weblove. È pure gratis!

Se nessuno di questi validi motivi ti s'addice, allora non ti resta che comprarlo!
Ma se sei ancora indeciso puoi leggerti i primi sei capitoli.

Titolo: Il mondo sopra
Autore: Michel Franzoso
Editore: Factory I sognatori
Prezzo: 13,90 10,90 euro
Totale pagine: 226
ISBN: 978-88-95068-32-9

sabato 8 febbraio 2014

domenica 2 febbraio 2014

Uno scrittore al giorno

Si può calcolare che in Italia, comprese le domeniche, ogni giorno nasca un nuovo scrittore, quando non ne nascono due o tre. Centinaia di persone, delle più diverse categorie sociali, stanno oggi, a quest’ora, pensando intensamente al capolavoro che dovrà aprire loro le vie della gloria. Nessuna preoccupazione, come quella dell’aspirante letterato, è altrettanto acuta, insistente, inguaribile.
Con una cieca fede nella propria opera, l’autore ha l’impressione che folle sitibonde attendano il suo romanzo e che a questa rivelazione si opponga, per misteriosi motivi, l’insipienza degli editori, che non sanno neppure badare al loro interesse. [...]
Per quanto le statistiche non siano uniformi presso tutte le case editrici, si può calcolare che il 50 per cento dei nuovi arrivi sia costituito da romanzi. Non si può negare che di fronte a questa quotidiana pioggia di manoscritti, gli editori siano propensi allo scetticismo. L’esperienza ha loro insegnato che le sorprese gradevoli sono rarissime. Qualche editore intelligente e coraggioso ama talvolta affrontare il rischio [...] Gli esperimenti però in genere non si fanno. Si preferisce, ed è umano, contare su una vendita sicura.[...]
Eppure è troppo facile trovare un editore da ciò che si vede giornalmente [...] bisogna onestamente convenire che oggi è troppo facile far pubblicare un romanzo. O di riffe o di raffe, sarà questione di tempo, ma i torchi finiscono sempre col gemere.
Quanti di quei libri hanno una seppur modesta ragione d’essere? Quanti di essi dicono qualcosa di nuovo e di interessante? Eppure i libri si moltiplicano vertiginosamente. La possibilità di pubblicare un romanzo sembra anzi farsi sempre maggiore. Oggi è più facile di ieri e domani lo sarà più di oggi.

Dino Buzzati, La Lettura, N.6 – 1 giugno 1937


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