sabato 18 ottobre 2014

Editori a pagamento senza frontiere

Torno a parlare di un argomento su cui ho già sprecato molte parole ma che non passa mai di moda. Mi riferisco naturalmente alle fantomatiche EAP, case editrici pronte a pubblicare qualunque scribacchino a fronte di un lauto compenso.
Perché ritorno sull'argomento? A causa di una mail ricevuta ieri recitante così:
Egregio Signore,
Sono un editore in collaborazione con le case editrici XXXX e YYYY* di Madrid. A settembre abbiamo iniziato un nuovo progetto che ha come obiettivo l'introduzione in Spania dei libri scritti dagli autori italiani. Cercando scrittori che potrebbero far parte del nuovo progetto abbiamo trovato Suo CV sul Internet.(http://www.libriescrittori.com/recensione-inchiostro-vivo-di-michel-franzoso/)
I libri che fanno parte della collezione menzionata si pubblicano in inglese o spagnolo, secondo le preferenze degli scrittori con i qualli collaboriamo. I libri si vendono nelle librerie di Spania e degli Stati Uniti.
La casa editrice si occupa della edizione e la promozione dei libri: presentazioni, video, articoli sui libri, interviste con gli autori, etc. Vorrei avere più informazioni riguardo Sua attività, Suoi libri, nel caso in quale fosse interessato a pubblicare.
Naturalmente sento puzza di bruciato lontano un miglio! Del resto se i miei libri non li comprano in Italia, dove anche amici e parenti si sono stancati di fingere interesse per i miei sogni letterari, cosa volete che gliene freghi di me in Spagna o negli USA? Quale folle editore può avere l'idea così suicida di investire su uno sconosciuto straniero. Semplice, l'editore che non investe...
Anche se ho già capito l'antifona sono per natura curioso (e poi mi serviva materiale per questo articolo!) quindi sto al gioco e chiedo informazioni. Eccone uno stralcio:
Nel caso in quale il libro sarà accettato per la pubblicazione, l'editore copre la metà del costo di traduzione e pubblicazione e l’autore l’altra metà.
Secondo l'accordo che sarà firmato, sia l'editore che l'autore riceverà il 50% dell'importo risultante dalla vendita dei libri. Se dopo la prima edizione abbiamo richieste di continuare, la casa editrice pubblica le seguenti edizioni e copre i costi totali pagando l'autore il 25% dell'importo risultante dalla vendita del libro. Oltre alla traduzione e redazione del libro la nostra squadra fa un'ampia promozione del libro.
In questo senso, si organizza la presentazione del libro (all'Università di Complutese nel caso dei libri in spagnolo e all'Università dell'Ohio California e Colorado nel caso se in inglese). Le riprese saranno redattate e modificte e poi distribuite su internet, di più presenteremo disegni e volantini promozionali, e realizzeremo articoli ed interviste scritte e video con lei. Gli articoli e le interviste sarano inviati ai nostri collaboratoridei media spanioli per la pubblicazione. Dopo la presentazione sarano inviati presso i media spagnoli ed italiani.
Alla fine della campagna di promozione, la squadra di pubblicazione crea un blog con tutte le informazioni sul libro e su di Lei con articoli e video pubblicati.
Tengo a precisare che c'è una possibilità che la casa editrice possa pubblicare senza alcun costo da parte Sua, ma l'inconveniente è che il libro sarà pubblicato dopo 5 anni, a causa dell'elevato volume di lavoro.
Insomma c'è da pagare ma il servizio sembra di alta qualità con addirittura presentazioni in California e Colorado. Sarei uno stupido a farmi scappare una simile opportunità. Quindi continuo la mia indagine e chiedo un preventivo per un libro di 300000 caratteri. Eccolo:
Le spese totali per la traduzione
Traduzione: 10 euro/ 2000 caratteri con gli spazi
Corezzione della traduzione: 5 euro/ 2000 caratteri con gli spazi
300000 caratteri con gli spazi: 2250 euro
Le spese corrispondenti all’autore: 750 euro

Le spese totali di edizione e promozione del libro
300 copie...............................................1600euro
Le spese corrispondenti all’autore
300 copie...............................................800 euro


Totale.....................................................3850 euro
Le spese corrispondenti all’autore (750 euro+800 euro =1550 euro)
Avete capito bene, con solo 1550€ potrei avere un libro tradotto in inglese o spagnolo e venduto all'estero, oltre a servizi di promozione eccezionali. E per 3100€ naturalmente mi faccio la doppia lingua!
Insomma, mi pare resti poco da aggiungere, forse solo una riflessione. Vista la modalità di contatto sono convinto, infatti, che questa sia in realtà una truffa. Cioè, non che le EAP siano limpide ma almeno il libro te lo stampano. Qui invece, se uno sprovveduto autore dovesse accettare l'offerta, credo proprio si ritroverebbe con un pugno di mosche in mano. La mia è una sensazione, non una certezza, ma dubito d'essere lontano dalla realtà.
E voi cosa ne pensate? Vi è già capitato d'essere contattati da personaggi sospetti?


*qui erano citate delle piccole realtà editoriali spagnole che sospetto c'entrino poco con lo scrivente e quindi ometto.

venerdì 26 settembre 2014

Ho un sogno...

Ho un sogno... I have a dream... Sogno un libro rivoluzionario, visionario, al passo con i tempi e con le mode, un libro che faccia tendenza, diventi uno status symbol, un marchio.
Sogno l'ibook.
Non una innovazione tecnologica nella lettura (per quella basta e avanza l'ebook) no, piuttosto uno stravolgimento che provochi nell'animo umano questa reazione:
You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us...




sabato 20 settembre 2014

Voglio scrivere un romanzo

No, non si tratta di una dichiarazione d'intenti, anche perché un romanzo (anzi, più d'uno) l'ho già scritto, con risultati che lascio giudicare ai miei lettori.
Questa speranza, invece, alberga nei cassetti di molti altri italiani, perciò durante un'estate lontana dal blog ho deciso di scrivere un breve vademecum per gli esordienti.
In "Voglio scrivere un romanzo" ho riassunto la mia esperienza di esordiente con l'intento di dare a chi si avvicina per la prima volta al mondo dell'editoria, delle linee guida su come affrontare la scrittura di un romanzo e la sua successiva pubblicazione.
Non è certo un manuale esaustivo, né del resto io sono un vero scrittore (di quelli che trovi sugli scaffali in libreria, intendo) ma se stamattina vi siete svegliati con la voglia di scrivere un romanzo, scaricatelo, qualche spunto interessante lo troverete di sicuro.
E poi è gratis!

scrivere un romanzo

Per scaricare il vademecum clicca sull'immagine!



martedì 5 agosto 2014

Rainventarai

Quasi per gioco ho scritto qualche mese fa la sceneggiatura di una webserie per festeggiare i 60 anni della Rai, all'interno del concorso Rainventarai.

Ebbene, sono tra i 10 finalisti. Ecco il pilota della mia serie:

 

domenica 22 giugno 2014

Cronache marziane

Non è mai facile scrivere la recensione di un grande classico, soprattutto se parliamo di un maestro della fantascienza come Ray Bradbury, e in genere preferisco evitarlo. Non potevo però esimermi dal commentare un capolavoro assoluto del genere, che anzi lo trascende portando la fantascienza alla sua vera essenza allegorica.
Sì perché tutti i racconti contenuti in Cronache Marziane sono delle perle di letteratura e profonde visioni dentro l'animo umano. Bradbury costruisce una vera e propria epopea che vede il genere umano protagonista assoluto, con tutte le sue speranze, le sue illusioni, le sue aberrazioni, la sua debolezza e la sua grandezza.
In questo romanzo gli appassionati troveranno distillati di vera fantascienza ma chi non ha mai masticato il genere potrà vedervi qualcosa di ancora più illuminante: profondi moniti all'uomo moderno, che della conquista del suo Marte ha fatto un'esigenza, avendo dimenticato di conquistare la propria coscienza.

Scritto tra il 1946 e il 1950 Cronache Marziane è il resoconto della colonizzazione di Marte da parte dei terrestri: un racconto ricco di inventiva e di situazioni capaci di scolpirsi nell'immaginario di generazioni di scrittori e di lettori. Per la prima volta in queste pagine Bradbury riesce genialmente a superare i limiti della letteratura di genere, ritrovando l'universalità simbolica della fiaba. Opera originalissima conserva ancora oggi una profondità, un equilibrio e una vitalità straordinarie.

Titolo: Cronache marziane
Autore: Ray Bradbury
Prezzo: € 9,00
Pagine: 322
Editore: Mondadori

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Cadrà dolce la pioggia e si diffonderà il profumo della terra, 
le rondini voleranno in cerchio stridendo; 
canteranno le rane negli stagni a notte alta, 
e i pruni selvatici biancheggeranno tremuli; 
i pettirossi si vestiranno di penne di fuoco, 
fischiando le loro ariette sugli steccati; 
e nessuno saprà della guerra, nessuno 
si curerà infine quando tutto sarà compiuto, 
né albero, né uccello 
farà caso all'umanità morente; 
e la stessa primavera, quando si leva all'alba 
appena s'accorgerà che ce ne siamo andati.

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domenica 18 maggio 2014

Quiz d'inchiostro - 5


Dietro la vignetta si cela un romanzo del 1904 scritto da un grande autore e drammaturgo italiano. Quale?

venerdì 2 maggio 2014

Consigli per scrivere una storia: chi ben comincia

Come vi vestireste per un primo appuntamento? Vi mettereste in tuta e pantofole? Uscireste con i capelli sporchi e spettinati?
Suppongo di no.
Ecco, l'incipit del vostro racconto è come il primo appuntamento con il lettore (e prima ancora con l'editore!): se non fate colpo subito difficilmente avrete un'altra opportunità.
Si dice che per fare una buona impressione abbiamo a disposizione solo 7 secondi. Per un libro o un racconto la cosa è del tutto simile, bastano poche pagine, a volte poche righe perché il lettore si faccia un'opinione e decida se proseguire oppure abbandonare la lettura. Scrivere un incipit accurato e di stile è quindi una delle regole fondamentali per ogni scrittore che si rispetti.
Ecco alcune dritte per andare nella direzione giusta:
- inquadra la situazione: puoi presentare un personaggio (magari il protagonista), descrivere l'ambiente in cui si trova, il perché è lì e cosa sta per fare;
- scegli una sensazione precisa: non mischiare troppe cose, parti da un sentimento o un fatto concreto e sviluppalo con attenzione;
- emoziona, stupisci, provoca: insomma lascia il segno, avrai tempo dopo per diventare ordinario;
- una voce chiara: fa che il lettore capisca subito chi racconta (e magari anche perché), guidalo verso ciò che lo aspetta e attento a non tradirlo o ingannarlo;
- non affezionarti alle prima parole scritte: magari l'incipit giusto verrà solo una volta finito il libro, oppure è già scritto ma qualche pagina più avanti rispetto a dove avevi cominciato.



sabato 26 aprile 2014

Esordiente fino a quando?

Non amo definirmi scrittore, sono convinto che tale appellativo vada lasciato a chi scrive per mestiere, o chi grazie alla sua arte s'è guadagnato (solitamente post-mortem) l'onore d'entrare nella letteratura mondiale.
Io il mutuo lo pago con un lavoro che i più definirebbero "vero" e tanto meno il mio valore come autore è riconosciuto da chicchessia.
In campo letterario sono e resto un esordiente.
Eppure, dopo quindici anni passati a scribacchiare e qualche libro pubblicato con risibili tirature, mi rendo conto che anche il titolo di esordiente mi va stretto.
Lo capisco dalle reazioni degli amici.
Quelli che quando pubblichi il primo libro ti dicono entusiasti "davvero, voglio assolutamente leggerlo" o escono con battute tipo "grande, io fatico a scrivere la lista della spesa". E poi te lo comprano, il libro, ma non saprai mai cosa ne pensano perché, bene che vada, non lo leggono (ricordiamoci che in Italia legge più di un libro l'anno solo il 20% della popolazione) o, male che vada, lo leggono e gli fa schifo.
Quando pubblichi un secondo libro le reazioni di quegli stessi amici cambiano, diventano tipo "Davvero, un'altro?" o "Ma quanti ne hai già scritti?". Il libro magari te lo prendono ancora, se hanno con loro i soldi. Spesse volte non li hanno.
Se per disgrazia ne pubblichi un terzo le reazioni sono di questa risma: "Ah, sì, ma non l'ho già letto?" oppure "Bravo. Allora ci vieni alla partita di calcetto?". Il libro finisce che tu per primo neppure provi a venderglielo.
A quel punto capisci la verità: si può essere scrittore esordiente una volta sola.
Dopo si resta semplicemente uno che insegue un sogno, o un'illusione, a secondo di quanto vi sentite romantici.

giovedì 17 aprile 2014

Business "esordiente"

Che la vita dello scrittore esordiente sia dura e piena d'insidie ormai dovrebbe essere chiaro a tutti coloro che si sono addentrati in questo mondo. Le famigerate "case editrici" a pagamento dovrebbero essere sul libro nero di ogni scribacchino che si rispetti.
Altre figure che spesso sembrano vivere ai margini ma alle quali è bene prendere le misure sono le agenzie letterarie o di servizi editoriali. Il loro compito dovrebbe essere quello di scovare nuovi talenti, spesso però pare che siano dedite ad altro mestiere: spillar soldi all'esordiente.
Sia chiaro, non possiamo fare di tutta l'erba un fascio e soprattutto non si tratta di un'attività truffaldina: ci sono listini prezzo, è specificato qual è il servizio, e sta all'esordiente valutare tra le varie proposte.
Certo è che i casi di esordienti lanciati alle luci della ribalta da queste agenzie si contano sulle dita di una mano. Tutti gli altri hanno pagato a caro prezzo la loro vanità.
Quanto caro? Ecco le cifre richieste da una di queste agenzie trovate in rete:
Rappresentanza: 440 €.
Stesura di un’analisi critica: 480 €.
Partecipazione a premi letterari:  220 €.
Pubblicazione di almeno 5 recensioni su testate locali e/o nazionali: 480 €.
Organizzazione d’incontri di presentazione: da 220 € a 1.800 €.
Invio pubblicità a quasi 100.000 indirizzi email: 430 €.
Promozione tramite apposita distribuzione di dépliant: da 100 € a 1.000 €.
Marketing editoriale per la promozione del testo presso le librerie nazionali: da 220 € a 1.500 €.
Creazione di un sito web dedicato all’autore e alle sue pubblicazioni: di 880 €.
Gestione sito web: 90 € al mese.
Creazione di una pagina Facebook dedicata all’autore e alle sue pubblicazioni: 220 €.
Gestione pagina Facebook: 90 € al mese.
Creazione di un booktrailer:  440 €.
Come vedete tutto ha un prezzo, persino la partecipazione ai concorsi letterari. E un esordiente tanto folle da prendere il pacchetto completo potrebbe arrivare a spendere in un anno anche più di 8.000 €.
Se consideriamo che in media per ogni copia venduta l'autore si porta a casa 1€ il conto è presto fatto: per rientrare dell'investimento tutta questa macchina dovrebbe far vendere almeno 8.000 copie.
Considerato che un esordiente deve fare i salti di gioia se ne vende 300 ecco dimostrato a chi sono utili queste fantomatiche agenzie.




sabato 12 aprile 2014

8 consigli per scrivere storie brevi

Oggi voglio condividere i consigli dello scrittore americano Kurt Vonnegut inseriti nell’introduzione alla raccolta di racconti Bagombo Snuff Box (1999):

1 – Utilizza il tempo di un perfetto sconosciuto in modo che lui o lei non senta di averlo sprecato.
2 – Da’ al lettore almeno un personaggio per cui possa fare il tifo
3 – Ogni personaggio dovrebbe volere qualcosa, anche soltanto un bicchiere d’acqua.
4 – Ogni frase deve fare una di queste due cose: mostrare un personaggio o far andare avanti la storia.
5 – Inizia il più vicino possibile alla fine.
6 – Sii sadico. Non importa quanto dolci e innocenti siano i tuoi personaggi principali, fa’ che accadano loro cose tremende così che il lettore possa vedere di che stoffa sono fatti.
7 – Scrivi per dar piacere solo a una persona. Se apri una finestra e fai l’amore con il mondo, per così dire, la tua storia si prenderà una polmonite.
8 – Da’ ai tuoi lettori la maggior parte di informazioni il prima possibile. Al diavolo la suspense. I lettori dovrebbero avere una comprensione talmente completa di quel che sta succedendo, dove e perché, da poter finire la storia da soli, nel caso gli scarafaggi mangiassero le ultimissime pagine.

Fonte: il post

Hai letto "Il mondo sopra"?

domenica 6 aprile 2014

Spore

La fantascienza oggi è un genere letterario ghettizzato, che sembra poter interessare solo i fanatici, gli appassionati di alieni, astronavi e guerre intergalattiche.
In realtà la narrativa fantascientifica è qualcosa di ben diverso, e la raccolta Spore di Viscusi ne è un fulgido esempio.
Con una narrazione fluida ma al tempo stesso onirica (in alcuni frangenti mi ha ricordato le suggestioni di Jonathan Carroll) Viscusi ci accompagna dentro visioni di realtà alternative. Nove brevi parabole sull'uomo e sul suo futuro, nove sogni (o incubi?) che diventano motivo di riflessione sull'essenza e sul destino dell'umanità.
Perché la vera fantascienza fa questo e Andrea Viscusi dimostra di conoscere bene il genere e di saperlo trasformare con abili tocchi di penna.
Una lettura consigliata naturalmente a tutti gli appassionati del genere ma soprattutto a chi ne diffida, ché a piccoli passi permetterà loro di scoprire tutta la fantascienza di questo mondo...

Nove racconti di genere fantascientifico, con piccole dosi di letteratura fantastica e surreale. Le trame sono piuttosto variegate: abbiamo un uomo in fin di vita che esprime un desiderio piuttosto inusuale circa la sua futura sepoltura; un appartamento nel quale la frutta marcisce più velocemente in un punto che in tutti gli altri angoli della casa; un mondo di soli uomini nel quale i bimbi vengono creati da una macchina e la cui esistenza viene regolata da un unico Libro; un collegio frequentato da ragazzi “particolari”; un essere pensante che s’interroga sulla propria essenza e sulla propria funzione; un uomo che, assieme ad altri soldati, cerca di salvare il pianeta dall’attacco di una civiltà ostile; un ragazzo con un cervello minuscolo, accusato di aver cercato di uccidere la ragazza che ama; una società umana divenuta immortale che all’improvviso deve fare i conti con alcuni esseri dalle fattezze primitive.

Titolo: Spore
Autore: Andrea Viscusi
Prezzo: € 13,90 (ebook 5,50)
Pagine: 132
Editore: Factory "I sognatori"





sabato 29 marzo 2014

Il deserto dei Tartari

Ci sono libri che appartengono alla storia e per questo vengono definiti classici. Il deserto dei Tartari è a pieno titolo uno di questi, anche se Buzzati sembra a volte vivere sulla porta del dimenticatoio.
Eppure la sua prosa, spesso visionaria, è ricca di messaggi sempre attuali, come quello contenuto nelle pagine del suo romanzo più famoso.
Sia chiaro, Il deserto dei Tartari non è un libro da leggere a cuor leggero, una di quelle storie che ti getti alle spalle appena le hai finite, non è uno di quei romanzi che si sfoglia in spiaggia sotto l'ombrellone insomma. Perché leggendolo non puoi fare a meno d'immedesimarti nel tenente Drogo; sono pochi gli uomini, infatti, che possono escludere d'aver mai passato un periodo della loro vita chiusi in quella fortezza, ad aspettare che arrivi il momento, che i Tartari giungano a dare un senso a tutto.
E così, mentre le vicende di Giovanni Drogo si susseguono senza in realtà andare da nessuna parte, mentre dalla tua poltrona vorresti gridargli "muoviti, fai qualcosa, non restare lì", sotto sotto senti avanzare un dubbio, una domanda: "Sono anch'io rinchiuso nella Fortezza Bastiani?"
E la risposta inevitabilmente lascia il segno...

L'idea del romanzo, affermò Buzzati in un'intervista, nacque "dalla monotona routine redazionale notturna che facevo a quei tempi. Molto spesso avevo l'idea che quel tran-tran dovesse andare avanti senza termine e che mi avrebbe consumato così inutilmente la vita. E' un sentimento comune, io penso, alla maggioranza degli uomini, soprattutto se incasellati nell'esistenza ad orario delle città. La trasposizione di questa idea in un mondo militare fantastico è stata per me quasi istintiva". "Il deserto dei Tartari" narra la storia di Giovanni Drogo, che una mattina di settembre parte dalla città per raggiungere la fortezza Bastiani, dove trascorrerà tutta l'esistenza. Il suo viaggio sembra portare ai confini del mondo abitato, in una costruzione militaresca che appare "antica e deserta", in un luogo in cui ristagna un torpore misterioso e tutto, dalle mura al paesaggio, traspira un'aria inospitale e sinistra. Per trent'anni Giovanni Drogo subisce l'oscuro male dei fortini, delle ridotte, delle casematte, e quella sorta di stregata immobilità si insinua fra i personaggi, come per salvaguardare il presentimento di nobili imprese. Qui Drogo attende, come tutti gli altri, che qualcosa dal deserto si muova, ma questo accade quando la sua vita è giunta al vero confine dell'uomo ed egli muore solo, in una povera locanda sulla strada di ritorno verso casa. La storia acquista così una sua forza allegorica, che investe tutti gli uomini, il senso delle loro azioni e della loro esistenza.

Titolo: Il deserto dei Tartari
Autore: Dino Buzzati
Prezzo: € 9,00 (ebook 6,99)
Pagine: 222
Editore: Mondadori





giovedì 13 marzo 2014

Consigli per scrivere una storia: lasciali vivere

Pensateci un attimo: quand'è che una persona vi resta impressa?
Se parla con uno strano accento. Se ha un naso ingombrante. Se ha il vizio di succhiarsi le dita. Insomma, se ha una particolarità che la rende unica.
Per un buon personaggio vale la stessa cosa.
Quando costruite un personaggio non dimenticatevi di dargli una caratteristica unica, una qualità o un difetto che lo rendano reale, o meglio che lo rendano vivo.
E una volta che gli avete dato vita ricordatevi anche di lasciarlo vivere.
Un buon personaggio è più di un burattino nelle vostre mani, è una creatura con suoi pensieri e una sua volontà. Se saprete rispettarla ciò vi renderà la scrittura molto più facile: vi basterà ascoltare la voce e la volontà del vostro personaggio.
Ma se il personaggio non parla allora dovete preoccuparvi: forse avete costruito una marionetta con troppi fili.

mercoledì 26 febbraio 2014

Droghe digitali per scrittori

Ieri mi sono iscritto a 20lines.
Sia chiaro, il sito non mi piace, l'idea su cui si basa (tu scrivi 20 righe di racconto e poi chiunque le può proseguire) è stravista in mille salse. Però hanno fatto un buon marketing, hanno una grandissima visibilità, e quando sei un "mister nessuno" che cerca di promuovere il suo romanzo luoghi così fanno sempre comodo.
Quindi, visto che hanno attivato la possibilità di aggiungere racconti di un singolo autore, mi sono iscritto postando un racconto già inserito sul altri portali (magari avessi il tempo per scriverne di nuovi...) e lasciandolo al suo destino per vedere quanti utenti di 20lines lo avrebbero letto.
Stamattina ho incontrato la ovvia verità: tre lettori (di cui uno lo conosco già).
Anche qui nulla di nuovo sotto il sole: tutti scrivono, nessuno legge.
A colpirmi particolarmente sono stati due lettori (quelli che non conosco) che, oltre a cliccare politicamente il "like", hanno anche inserito un commento. Eccolo (lo stesso vale per entrambi, sono praticamente identici):
Ciao! Ti scrivo per chiederti un piccolo favore!
Sto partecipando al concorso BigJump con il mio Romanzo XXX.
Gli daresti un occhio e un voto? Grazie!
"BigJump" è il solito concorso letterario in combutta con una grande casa editrice per lanciare sul mercato l'ennesimo libro di un eserdiente, mal editato e presto dimenticato. Per carità, un'occasione come altre. Non un buon motivo però per andare a stressare uno sconosciuto con il tuo racconto (per quello ci sono già le varie compagnie telefoniche che mi chiamano quotidianamente a casa!)
Mi chiedo: siamo veramente questo noi esordienti? Alla stregua di operatori di call center senza neppure la scusa di uno scarso stipendio da portare a casa?
A cosa serve tutto ciò? Non serve alla cultura, non serve alla letteratura italiana, non serve neppure a te che mi scrivi, che a maggior ragione il voto non te lo darò.
Forse è ora di smettere con tutti questi portali di scrittori, concorsi per scrittori, droghe digitali per scrittori.
Forse è ora di fare qualcosa per i lettori...



giovedì 20 febbraio 2014

Costruire una libreria invisibile

Ecco una brevissima guida che vi spiegherà come riporre i vostri libri preferiti in assenza di scaffali o librerie.
Un tocco di magia alla vostra casa per stupire parenti e amici!



Avete provato anche voi? Mandatemi le foto delle vostre librerie invisibili!


sabato 15 febbraio 2014

5 motivi per non leggere questo libro


1) Sto aspettando le detrazioni fiscali sull'acquisto dei libri

Mi spiace dirtelo ma non riempirai la libreria in mogano della nonna aspettando lo Stato. Fai prima a venderla su ebay e con i soldi comprarti tutti i libri che desideri. Poi potrai appenderli sulle pareti!

2) Non leggo dal '63, voglio entrare nel guinness dei primati

Ti do una brutta notizia: il tuo record verrà pubblicato in un libro, per goderne dovrai perdere il primato...

3) Compro un libro all'anno, quello di Bruno Vespa

Ognuno dei propri soldi fa quello che vuole e io rispetto tutte le religioni...

4) Non acquisto libri dagli sconosciuti

A questo c'è rimedio: puoi leggere la mia biografia o se preferisci mandarmi una mail, così facciamo quattro chiacchiere!

5) Le storie con robot, mondi futuri e altre cose strane mi danno sonnolenza

Ok, mi sembra ragionevole. Però allora puoi leggerti questo: weblove. È pure gratis!

Se nessuno di questi validi motivi ti s'addice, allora non ti resta che comprarlo!
Ma se sei ancora indeciso puoi leggerti i primi sei capitoli.

Titolo: Il mondo sopra
Autore: Michel Franzoso
Editore: Factory I sognatori
Prezzo: 13,90 10,90 euro
Totale pagine: 226
ISBN: 978-88-95068-32-9

sabato 8 febbraio 2014

domenica 2 febbraio 2014

Uno scrittore al giorno

Si può calcolare che in Italia, comprese le domeniche, ogni giorno nasca un nuovo scrittore, quando non ne nascono due o tre. Centinaia di persone, delle più diverse categorie sociali, stanno oggi, a quest’ora, pensando intensamente al capolavoro che dovrà aprire loro le vie della gloria. Nessuna preoccupazione, come quella dell’aspirante letterato, è altrettanto acuta, insistente, inguaribile.
Con una cieca fede nella propria opera, l’autore ha l’impressione che folle sitibonde attendano il suo romanzo e che a questa rivelazione si opponga, per misteriosi motivi, l’insipienza degli editori, che non sanno neppure badare al loro interesse. [...]
Per quanto le statistiche non siano uniformi presso tutte le case editrici, si può calcolare che il 50 per cento dei nuovi arrivi sia costituito da romanzi. Non si può negare che di fronte a questa quotidiana pioggia di manoscritti, gli editori siano propensi allo scetticismo. L’esperienza ha loro insegnato che le sorprese gradevoli sono rarissime. Qualche editore intelligente e coraggioso ama talvolta affrontare il rischio [...] Gli esperimenti però in genere non si fanno. Si preferisce, ed è umano, contare su una vendita sicura.[...]
Eppure è troppo facile trovare un editore da ciò che si vede giornalmente [...] bisogna onestamente convenire che oggi è troppo facile far pubblicare un romanzo. O di riffe o di raffe, sarà questione di tempo, ma i torchi finiscono sempre col gemere.
Quanti di quei libri hanno una seppur modesta ragione d’essere? Quanti di essi dicono qualcosa di nuovo e di interessante? Eppure i libri si moltiplicano vertiginosamente. La possibilità di pubblicare un romanzo sembra anzi farsi sempre maggiore. Oggi è più facile di ieri e domani lo sarà più di oggi.

Dino Buzzati, La Lettura, N.6 – 1 giugno 1937


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martedì 28 gennaio 2014

giovedì 23 gennaio 2014

Libri in streaming: sì o no?

Prima c'era la musica, poi sono arrivati i film, infine, quasi inevitabilmente, è toccato ai libri.
Stiamo parlando dello streaming, la tecnologia che permette di usufruire quando e dove si vuole dei nostri contenuti multimediali preferiti.
Anche gli amanti della lettura oggi hanno il loro portale di riferimento per leggere libri in streaming: si tratta di scribd.com che per 8,99$ al mese mettea disposizione illimitata un catalogo con oltre 100.000 titolo.
Certo, i grossi editori (e i best seller) sono pochi, e ancor meno i testi in italiano (il portale non esiste ancora nella nostra lingua) ma a suo vantaggio questo servizio conta:
  • lettura da qualsiasi browser;
  • lettura su iPhone, iPad, dispositivi Android anche off-line;
  • lettura su Kindle Fire e Nook;
  • pagamento con paypal.
C'è da chiedersi se i libri in streaming possono essere una cura per l'allergia alla lettura che colpisce gli italiani.
O diventerà l'ennesimo sfogo per i milioni di scrittori che popolano lo stivale che potranno invaderlo con le loro opere?



venerdì 17 gennaio 2014

L' ombra del commissario Sensi

Divertente, leggero e leggibilissimo. Questo non lo si può negare. Susanna Raule ha del talento ma il romanzo qualche sbavatura la fa. Troppa ironia che appiattisce ogni personaggio: dal protagonista (sicuramente ben disegnato) all'ultima comparsa quasi tutti i personaggi sfoggiano un sarcasmo che strappa più risate ma che rende il tutto irreale.
Anche la storia ha qualche pecca, soprattutto il finale lascia molti dubbi sul come il colpevole abbia realmente potuto fare cotanto massacro (e anche qualche perplessità sul perché).
Un rimproverò va anche alla Salani visto che, forse perché opera finalista di un concorso per esordienti, (IoScrittore 2010) si sono lasciati sfuggire più di un refuso (marchiano che le uniche due date presenti nel romanzo - un 2006 dichiarato dal protagonista durante un interrogatorio e un 2007 relativo all'anno di un'automobile - facciano a pugni tra loro).
Comunque una lettura piacevole, se non si è troppo puntigliosi...

Il commissario Ermanno Sensi non è il classico poliziotto. Con gli occhiali scuri perennemente calati sul naso e un look gothic-dark vagamente minaccioso, di classico non ha proprio nulla, e anche il suo stile investigativo lascia alquanto a desiderare. Anzi, si direbbe che il commissario Sensi non faccia altro che sottrarsi alla sgradevole routine del suo mestiere. Ma un giorno, sul lungomare di Spezia (attenzione, nessuno spezzino dice 'La Spezia'), un passante trova una sciabola piantata tra i lastroni di pietra; sembrerebbe uno scherzo di cattivo gusto se non fosse che la sciabola scompare lasciando una macabra scia di cadaveri decapitati e una testimone oculare giovanissima e terrorizzata. Più interessato a quest'ultima, Sensi deve suo malgrado fermare il killer prima che colpisca ancora; ma nel frattempo, affamata di sangue e di morte, riappare l'ombra di un passato inquietante...

Titolo: L'ombra del commissario Sensi
Autore: Susanna Raule
Prezzo: € 14,80 (ebook 9,99)
Pagine: 298
Editore: Salani





sabato 11 gennaio 2014

Consigli per scrivere una storia: concentra l’azione

Vi siete mai chiesti perché i protagonisti di un romanzo o di un film non vanno mai in bagno? Eppure, il più delle volte, sono esseri biologicamente identici a noi, e allora perché li vediamo così raramente espletare i loro bisogni fisiologici?
E come mai, quelle poche volte che li vediamo, in quel bagno succede sempre il finimondo?
Il motivo è banale: una buona storia si concentra su fatti salienti.
A chi può interessare il numero di volte in cui Frodo si è dovuto appartare dietro a un albero durante il viaggio dalla Contea al Monte Fato. Molto più avvincente è leggere di quando incontra i Nazgûl!
Il primo segreto per scrivere una storia quindi è concentrare l’azione. Scrivi degli eventi fondamentali alla trama e approfondisci principalmente quelli.
Immagina la tua storia come il gioco “unisci i puntini” delle pagine di enigmistica. I puntini sono gli eventi della vicenda che devi raccontare: possono essere grossi (se l’azione è importante), possono essere frequenti (se i fatti sono complessi da districare) ma tra loro devono avere dello spazio bianco da lasciar completare al lettore.
L’importante è che unendo i puntini ciò che ne uscirà sia coerente e ben orchestrato, una bella storia insomma! Se così sarà vi perdoneremo volentieri il fatto di non averci raccontato le urgenze intestinali del vostro protagonista…



venerdì 3 gennaio 2014

Top 5 di Graffi d'inchiostro

Per cominciare bene il 2014 vi presento la mia personale top 5 dei cinque libri da avere assolutamente in biblioteca:

1 Fahrenheit 451 Fahrenheit 451
Ray Bradbury
Mondadori
Pagine: 210
Per tutti quelli che vogliono capire fino in fondo il valore dei libri e l'eredità che ogni giorno lasciano alla nostra società

2 signore degli anelli Il Signore degli Anelli
John R. R: Tolkien
Bompiani
Pagine: 1253
Per chi ama le storie, quelle da leggere intorno al fuoco o sotto le coperte, quelle intramontabili, che vivono oltre ogni tempo

3 1984 1984
George Orwell
Mondadori
Pagine: 336
Per chi vuole guardare in faccia il presente, scoprire quante somiglianze ci sono con un pericoloso passato e vedere quanto il futuro sia sempre in pericolo

4 uno nessuno centomila Uno, nessuno, centomila
Luigi Pirandello
Garzanti
Pagine: 165
Per chi vuole fare un viaggio introspettivo dentro sé e verso la propria immagine di sé, tramite la prosa di un grande autore italiano

5 io robot Io, robot
Isaac Asimov
Mondadori
Pagine: 291
Per chi ama viaggi futuristici e chi vuole esplorare sentimenti robotici che hanno molto di umano