venerdì 13 dicembre 2013

Talent scout

La settimana scorsa ricevo una mail con un incipit davvero interessante.
"Gentile Michel Franzoso, il suo nome ci è stato segnalato da uno dei nostri vari collaboratori, il quale, dopo aver letto e apprezzato un estratto del suo lavoro creativo, ha ritenuto opportuno segnalarci la sua esistenza artistica. Le chiediamo un recapito telefonico per un contatto da parte di nostro agente letterario."
Il primo pensiero che mi attraversa è: vedi che tutta questa presenza sul web non è poi così inutile?
Anche perché l'agenzia in questione si presenta come "una delle migliori a livello nazionale, avendo relazione con decine di case editrici anche di primo livello."
Letto questo non posso fare a meno di scapicollarmi sul loro sito per vedere quali sono questi editori di primo livello con cui collaborano.
Sfoglio le pagine del portale web un paio di volte ma, oltre a due case editrici sconosciute messe bene in vista, non trovo altro nome. La faccenda comincia a puzzare ma siccome sono curioso fornisco loro il mio cellulare.
Il contatto arriva puntuale.
La persona con cui parlo è gentile, cordiale e loquace. Mi spiega come loro s'impegnano tenacemente per far sì che bravi autori non spariscano nel "mare magnum di piccole case editrici di fatto invisibili, sminuendosi nella rete, tra blog poco letti e siti affollatissimi di scrittori". Fa anche il nome di un famoso gruppo editoriale che pubblica a pagamento libri di pessima qualità, come se fosse la peggio cosa che può capitare a un autore (cosa totalmente condivisibile).
Fa di tutto insomma per apparire come l'alternativa.
Quando chiedo lumi sulle case editrici di primo livello cominciano a saltar fuori gli altarini. Perché queste sì, ci sono, ma non prendono in considerazione autori che prima non abbiano venduto più di 2000 copie. Perché, è triste dirlo, "le grandi case editrici degli esordienti non ne vogliono sapere."
E quindi? Qual è la proposta?
Semplice: la pubblicazione con uno dei due editori in bella mostra sul loro sito che (cosa che mi è stata precisata più volte) hanno una distribuzione nazionale. Che fatica, basta essere su IBS!
Peccato però che uno dei due neppure ci sia su IBS! E per di più, oltre che sconosciuti, sono pure a pagamento.
Sì, avete capito bene, per correttezza il mio interlocutore ci tiene a precisare che sono editori a pagamento perché "al giorno d'oggi se si vuole pubblicare bisogno pagare, anche con i grandi editori."
E sempre per correttezza precisa ancora che anche i loro servizi sono a pagamento. 
Riassumendo la loro proposta è questa:
  • ci paghi per farti editing e scheda di valutazione;
  • se sei decente ti indirizziamo da un editore (sconosciuto);
  • paghi anche l'editore e hai il tuo bel romanzetto;
  • tranquillo però, noi non prendiamo nessuna percentuale di rappresentanza (certo, metti che per disgrazia il libro non vende...)
E così, oltre a perdere un quarto d'ora del mio tempo, ho scoperto come il mondo editoriale sia precipitato ancora più in basso: siamo allo spammig telefonico!
Fra qualche mese ci offriranno la pubblicazione gratuita nelle televendite, insieme all'acquisto di un set di pentole...



2 commenti:

  1. Beh spero che almeno tu abbia avuto un'erezione nel leggere quel messaggio, altrimenti, davvero 15 minuti buttati! ;)

    RispondiElimina