giovedì 31 ottobre 2013

Come scrivere un romanzo e vivere felici (senza pubblicare)! - 7

Di dove si inizia, di dove si finisce


Noonan mi chiede il mio taccuino in prestito e posso solo ubbidire. Vi disegna sopra tre cerchi che unisce con delle linee: «C'è una cosa che s'impara fin dalla scuola sulle storie: sono fatte di un inizio, uno svolgimento e una fine. A una prima vista ti sembrerà che lo svolgimento sia la parte più importante, perché è quella su cui dovrai lavorare di più, su cui ti spaccherai il cervello per inserire intrighi, colpi di scena, suspense che tenga incollato il lettore alle tue pagine. Tutta roba che serve, fondamentale, e ne parleremo. Ma, se sbagli l'inizio o la fine, non ti basteranno tutti i complotti di questo mondo per accattivarti il lettore.»
Come sempre Noonan mi mette di fronte a una realtà lapalissiana. L'incipit è fondamentale per catturare il lettore: se lo annoiamo già dalle prime righe come possiamo pretendere che legga il resto? Il finale è ancora più importante: con tutta probabilità sarà l'unica parte che il lettore ricorderà anche a distanza di tempo, che gli resterà impressa. Fare un finale che valga la pena ricordare è un obbligo.
«Ci sono autori che scrivono prima di tutto l'inizio e la fine, e solo in un secondo tempo aggiungono la storia. E spesso impiegano più tempo a scrivere i primi che la seconda.»

Fai un esercizio: scrivi un incipit e un finale. Poi riscrivilo altre 5 volte cercando di renderlo sempre più accattivante.


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