giovedì 18 luglio 2013

Da leggere

Questa non è una recensione.
Il motivo è molto semplice: non si possono recensire l’esperienza e le opinioni di un uomo. Le si prendono così come sono, condividendole o criticandole.
E dopo aver letto ciò che Aldo Moscatelli racconta nel suo pamphlet io, che ho la pretesa di spacciarmi per scrittore (esordiente), non posso che decidere di condividerle, in tutti i sensi.
Moscatelli, un vissuto nel mondo dell’editoria più che decennale, prima da scrittore e poi da editore con I sognatori, è persona con pochi peli sulla lingua e con una dialettica diretta e graffiante. E così è anche il suo testo, che spiattella in faccia a ogni membro della filiera editoriale le responsabilità di uno sfacelo annunciato.
È la piccola editoria, naturalmente, la vittima principale di questo disastro, che dalle righe di Le invio manoscritto. Attendo contratto esce quasi senza speranza, condannata a vivere in un limbo di eterna noncuranza. E il carnefice è un sistema, un'intera società che Moscatelli definisce di plastica, fondata sull'apparenza piuttosto che sulla sostanza.
L'invito che faccio a tutti coloro che si dichiarano scrittori è di leggere questo piccolo saggio. Se dopo avrete ancora voglia di affrontare la realtà indiscutibile che Moscatelli presenta, allora potrete continuare a fregiarvi di quel titolo. E cominciare a rimboccarvi le maniche...



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