venerdì 17 maggio 2013

Come scrivere un romanzo e vivere felici (senza pubblicare)! - 5

Dire, fare, raccontare...


Noonan prende un foglio e ci disegna sopra un cerchio: «Bene, ragazzo, visto che sei uno scrittore dimmi cosa ho fatto.»
Io non sono certo d'aver capito cosa vuole: «Ha disegnato un cerchio!»
«Dimmelo come se lo dovessi scrivere.»
Deglutisco, come sotto esame: «Lo scrittore prese un foglio e una matita, gialla e appuntita, e disegnò un cerchio con mano sicura.»
Noonan guarda Aschenbach e sorride: «Meglio... ma così non sarai mai un vero scrittore.»
Si scambiano un'occhiata e sorridono entrambi.
Lo scrittore staccò un foglio dal suo quaderno nero. Il rumore dello strappo si perse tra il brusio del locale. Strinse la matita tra le dita, la grafite si frantumò sul bianco. Con un solo gesto, sicuro e deciso, descrisse una circonferenza riportando la punta all'inizio del suo breve percorso.
La lezione dei due autori affermati è preziosa: uno scrittore non deve limitarsi a dire ciò che fanno i suoi personaggi, deve farglielo compiere sulla carta come se fosse realtà. Non basta raccontare, lo scrittore deve mostrare, come fa un dipinto, anzi, meglio.
Perché un dipinto imbriglia la realtà mentre uno scritto la sprigiona.

Fai un esercizio: scegli un'azione semplice e descrivila con massimo 10 parole. Poi scrivi una frase di 1000 caratteri. Poi descrivila con 500 caratteri.


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