mercoledì 17 aprile 2013

Come scrivere un romanzo e vivere felici (senza pubblicare)! - 3


Ci vuole calma e sangue freddo


coraggio di scrivere
Quando Micheli racconta la sua esperienza capisco che la definizione "scrittore" lui se la sente ingombrante, come un vestito di due taglie più grande.
«La paura blocca decine di scrittori» mi dice come se parlasse di se stesso «anche se di per sé questa frase contiene un ossimoro. Se la paura ti ferma allora non sei uno scrittore.»
Il suo pensiero è banale quanto illuminante: scrivere significa mettersi in gioco, scoprirsi di fronte ai propri lettori e a se stessi. Significa gettare nero su bianco non solo pensieri e idee ma anche e soprattutto emozioni, intime e private. E infine significa essere pronto alle critiche o, ancor peggio, al disinteresse.
Solo con la consapevolezza di tutto ciò si può iniziare a scrivere.
Andrea de Carlo dice: "Scrivere è un po' come fare i minatori di se stessi: si attinge a quello che si ha dentro, se si è sinceri non si bada al rischio di farsi crollare tutto addosso."
Ecco, in conclusione, se volete scrivere un romanzo (ma queste regole valgono per qualunque forma di scrittura) dovete anche:

2 commenti:

  1. Concordo con De Carlo e ci metto il carico da 12: scrivere (che trovo più calzante del definirsi "scrittore", proprio perché indica un processo dinamico) deve essere soprattutto scommessa, e, in quanto tale, può e dovrebbe anche significare instaurare un sottile gioco mentale con il lettore. :))

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    1. Certo, se non cerchi il lettore alla fine per chi scrivi?
      Io non credo a chi dice "scrivo per me stesso". Uno scrittore lo fa per essere letto, lo si fa per il lettore.

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