domenica 17 marzo 2013

Come scrivere un romanzo e vivere felici
(senza pubblicare)!


intervistaLe cose migliori nascono per caso.
Questo piccolo manuale non fa eccezione.
Più o meno un anno fa, durante un viaggio di lavoro, ho avuto l'opportunità di visitare la Giurisfiction. Lì ho conosciuto tre scrittori di buona penna: Gustav Aschenbach, Michael Noonan e Francesco Micheli. Ho subito colto l'occasione per un'intervista e li ho trovati ben disposti a sacrificare qualche minuto del loro tempo.
In questo post, e nei prossimi che scriverò sull'argomento, ho racchiuso tutti i segreti che questi grandi professionisti hanno saputo trasmettermi.

Perché un giorno ti alzi e scrivi?

«È una questione di sopravvivenza, ragazzo!»
Noonan è sicuro: per chi nasce scrittore un lavoro in banca resterà sempre un hobby.
«Tutti noi abbiamo una storia da raccontare. Pochi hanno il coraggio di farlo, ancora meno ne hanno la capacità. Se però hai storia, coraggio e capacità allora non ci sono scuse: devi scrivere!»
Micheli sorride: «È una domanda che fate sempre e io rispondo sempre allo stesso modo: quando le storie non ti stanno più dentro, scrivi.»
Aschenbach riempie la pipa di tabacco: «C’è chi la mattina, se non beve la sua tazza di tè nero, resta in uno stato di sonnambulismo. Per me accade con la scrittura: se non butto giù almeno quattro o cinque pagine, svegliarsi è stato inutile.»

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