mercoledì 27 marzo 2013

Come scrivere un romanzo e vivere felici (senza pubblicare)! - 2


Una storia da raccontare


storia da raccontare
In poche parole Noonan ha saputo riassumere ciò che serve a uno scrittore per cominciare.
Prima, naturlamente, viene la storia.
Tutti ne hanno una: le avventure che il nonno raccontava davanti al camino, i ricordi della scuola e dei pomeriggi in cortile, sogni e fantasie così ricorrenti da sembrare reali.
Questo è il pane quotidiano di ogni scrittore. Attenzione però a non fare il classico passo più lungo della gamba. Per chi comincia la prima regola fondamentale è:
scrivi ciò che conosci

Se ci pensate è una regola che vale anche per i più grandi e famosi: Tolkien era uno studioso di miti, Grisham è un avvocato, Volo è stato un trentenne (in crisi?).
Certo si può obiettare che Salgari ha scritto di tigri e giungle senza mai uscire di casa. Ma non è detto che voi siate Salgari.
L'alternativa è documentarsi ma come potete immaginare questo diventerà un lavoro nel lavoro (ne parleremo in seguito).
Per cui, se volete davvero scrivere un romanzo prima di tutto dovete:

domenica 17 marzo 2013

Come scrivere un romanzo e vivere felici
(senza pubblicare)!


intervistaLe cose migliori nascono per caso.
Questo piccolo manuale non fa eccezione.
Più o meno un anno fa, durante un viaggio di lavoro, ho avuto l'opportunità di visitare la Giurisfiction. Lì ho conosciuto tre scrittori di buona penna: Gustav Aschenbach, Michael Noonan e Francesco Micheli. Ho subito colto l'occasione per un'intervista e li ho trovati ben disposti a sacrificare qualche minuto del loro tempo.
In questo post, e nei prossimi che scriverò sull'argomento, ho racchiuso tutti i segreti che questi grandi professionisti hanno saputo trasmettermi.

Perché un giorno ti alzi e scrivi?

«È una questione di sopravvivenza, ragazzo!»
Noonan è sicuro: per chi nasce scrittore un lavoro in banca resterà sempre un hobby.
«Tutti noi abbiamo una storia da raccontare. Pochi hanno il coraggio di farlo, ancora meno ne hanno la capacità. Se però hai storia, coraggio e capacità allora non ci sono scuse: devi scrivere!»
Micheli sorride: «È una domanda che fate sempre e io rispondo sempre allo stesso modo: quando le storie non ti stanno più dentro, scrivi.»
Aschenbach riempie la pipa di tabacco: «C’è chi la mattina, se non beve la sua tazza di tè nero, resta in uno stato di sonnambulismo. Per me accade con la scrittura: se non butto giù almeno quattro o cinque pagine, svegliarsi è stato inutile.»

mercoledì 13 marzo 2013

Senteur de merde

©ALTAN
Viviamo in un tempo gramo, inutile negarlo.
Lo abbiamo pensato tutti almeno una volta: “siamo nella merda”.
Scusate il turpiloquio ma è evidente: lo spread sale, il pil scende, le tasse aumentano e il lavoro manca. Più merda di così c’è solo una nuotata nelle fogne!
C’è chi dice che dopo una crisi così solo una guerra può sistemare la situazione. C’è chi invece non dice più nulla, perché cos’altro vuoi aggiungere.
Eppure c’è un mondo che va avanti nonostante tutto, forse perché nella crisi c’è sempre stato e quindi non dà a questa parola il nostro stesso significato. È il caso di Dwi Nailul Izzah e Rintya Aprianti Miki, che si sono aggiudicate il primo premio alle Olimpiadi della Scienza, in Indonesia, per aver inventato un deodorante ecologico ricavato dal letame di vacca.
Avete capito bene: deodorante dal letame.
Impossibile? Forse sì. O forse dovremmo ricordarci più spesso le parole di Faber: dai diamanti non nasce niente mentre dal letame nascono i fiori…