martedì 21 febbraio 2012

...parole

Tutto quel che vuole, sissignore, ma sono le parole che cantano, che salgono e scendono… Mi inchino dinanzi a loro, le amo, mi ci aggrappo, le inseguo, le mordo, le frantumo… Amo tanto le parole… Quelle inaspettate… Quelle che si aspettano golosamente, si spiano, finché a un tratto cadono. Vocaboli amati, brillano come pietre preziose, saltano come pesci d’argento, sono spuma, filo, metallo, rugiada. Inseguo alcune parole… Sono tanto belle che le voglio mettere tutte nella mia poesia… Le afferro al volo, quano se ne vanno ronzando, le catturo, le pulisco, le sguscio, mi preparo davanti il piatto, le sento cristalline, vibranti, eburnee, vegetali, oleose, come frutti, come alghe, come olive. E allora le risolto, le agito, me le bevo, me le divoro, le mastico, le vesto a festa, le libero… Le lascio come stalattiti nella mia poesia, come carbone […] tutto sta nella parola… Tutta un’idea cambia perché una parola è stata cambiata di posto, o perché un’altra si è seduta come una reginetta dentro una frase che non l’aspettava e che le obbedì.

Da "Confesso che ho vissuto" di Pablo Neruda

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