martedì 21 febbraio 2012

...parole

Tutto quel che vuole, sissignore, ma sono le parole che cantano, che salgono e scendono… Mi inchino dinanzi a loro, le amo, mi ci aggrappo, le inseguo, le mordo, le frantumo… Amo tanto le parole… Quelle inaspettate… Quelle che si aspettano golosamente, si spiano, finché a un tratto cadono. Vocaboli amati, brillano come pietre preziose, saltano come pesci d’argento, sono spuma, filo, metallo, rugiada. Inseguo alcune parole… Sono tanto belle che le voglio mettere tutte nella mia poesia… Le afferro al volo, quano se ne vanno ronzando, le catturo, le pulisco, le sguscio, mi preparo davanti il piatto, le sento cristalline, vibranti, eburnee, vegetali, oleose, come frutti, come alghe, come olive. E allora le risolto, le agito, me le bevo, me le divoro, le mastico, le vesto a festa, le libero… Le lascio come stalattiti nella mia poesia, come carbone […] tutto sta nella parola… Tutta un’idea cambia perché una parola è stata cambiata di posto, o perché un’altra si è seduta come una reginetta dentro una frase che non l’aspettava e che le obbedì.

Da "Confesso che ho vissuto" di Pablo Neruda

domenica 12 febbraio 2012

Chiunque può scrivere un libro. 
Bastano un mozzicone di matita, dei fogli tendenzialmente bianchi, un ego ingombrante e una stanza dove restare soli.

mercoledì 1 febbraio 2012

Vite in gioco

Quando ero ragazzino amavo giocare a Monopoli: si girava intorno a un tabellone con buffe pedine (io usavo l'arancio o il fughetto - quello basso), si compravano terreni virtuali con banconote di carta altrettanto virtuali, e si edificavano casette di legno verde, che non stavano mai in fila, e alberghi rossi che incutevano grande timore.

Da anni ormai questo gioco è considerato vintage, per divertirsi infatti in Italia si preferisce un altro divertimento, che qualcuno ha chiamato "Azzardopoli": anche qui spesso è tutto virtuale, ad esclusione dei soldi. Quelli si perdono davvero!

Nel 2011 il gioco d'azzardo ha avuto un giro d’affari di 76,1 miliardi, 8 volte di più di quanto si spende per l’istruzione e il doppio del denaro che le famiglie spendono per la salute.

Se ne parla su: www.olivierobeha.it e su: www.libera.it