mercoledì 7 dicembre 2011

Tempo di lotta

Tutto è già stato detto.
Tutto è già stato scritto.
Tutti parlano, tutti scrivono.
Dunque, chi sono io per arrogarmi il diritto di aggiungere altri graffi d'inchiostro su queste pagine già troppo nere?
Nessuno, naturalmente...
Perché lo faccio comunque? Per lo stesso motivo che spinge tutti gli altri: perché c'è crisi.

Crisi: dal greco κρίσις, -εως, ἡ [krisis] (s. f.): decisione, distinzione, giudizio, separazione, sentenza.

È in momenti come questi che si cambia la storia, quando ogni cittadino si trova davanti a una decisione: accettare o lottare.
Possiamo accettare senza distinzione tutto quello che ci viene proposto (o imposto), a capo chino e in silenzio, da persone umili e consapevoli dei propri limiti, o piuttosto da pigri abitanti della vita.
Oppure possiamo urlare, sbraitare, scarabocchiare proteste, arringhe e giudizi. Qualcuno chiama anche questo "lotta", anche se assomiglia al burlesco grido del pastore, un inutile "al lupo, al lupo".
La linea che separa saggezza e saccenteria è molto sottile: l'una propone soluzioni, l'altra sputa solo sentenze. E troppi ormai si limitano alla seconda spacciandocela per la prima.
Ma se il tempo della lotta armata è finito da un pezzo, così anche quello della lotta urlata è tramontato.
È giunto il tempo della lotta saggia.

Ne saremo degni?
...forse no... Ma val la pena tentare...


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