martedì 1 marzo 2016

Di dove sono stato e dove andrò

Ne è passato parecchio, di tempo, dall'ultima volta che ho scritto sul blog, e altro ne passerà dalla prossima, temo.
Il motivo è piuttosto banale: impegni.
Ma non impegni qualsiasi, uno specifico: Extravergine d'autore.
Cos'è? Semplice, la prima vetrina web dedicata esclusivamente alla promozione dei libri indipendenti di qualità.
Bello, ma tu cosa c'entri? Beh, l'ho creata io…
(lo so, fa triste l'autointervista, ma non m'è venuta un'impostazione migliore!)
Hai preso una botta in testa?
Più o meno… diciamo che, una volta autopubblicato Il Mondo Sopra, mi sono ritrovato a cercare degli spazi dove promuoverlo, e mi sono reso conto che non ne esistevano dedicati esclusivamente al self publishing.
E allora mi son detto: perché non crearlo?
Ma non uno spazio qualunque, non uno dei tanti blog dove si parla un po' di tutto scambiandosi favori e pacche sulle spalle, ma una vetrina dedicata alla qualità, una libreria digitale capace di fare ciò che Amazon e tutti gli altri store, nonostante recensioni e stellette, non riescono (o vogliono) fare: filtrare la vera qualità per aiutare il lettore a scegliere.
Un'impresa difficile, lo so, dall'esito incerto, facilmente soggetta a critiche e ad attacchi. Ma necessaria. Perché, mentre la piccola editoria muore, il self publishing cresce, e se nessuno aiuta gli autori davvero bravi a emergere dall'oceano di pubblicazioni self, il lettore potrà solo affidarsi al caso (o ripiegare su Mondazzoli).
Ma sei proprio sicuro di volerlo fare?
Sì. Anzi, l'ho già fatto. E da oggi, se non sarò qui, mi troverete lì. E spero vogliate almeno venire ad augurarmi in bocca al lupo!

venerdì 13 novembre 2015

Il centenario che decise le sorti del mondo

Avrebbe potuto essere questo il titolo del best-seller di Jonas Jonasson "Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve", ma evidentemente quest'ultimo è stato giudicato dal marketing più accattivante (e probabilmente con tutte le ragioni del caso).
Il titolo originale comunque ci va più che bene, d'altronde è esattamente quello che Allan, il secolare protagonista, fa nelle prime due pagine. Resta un mistero, invece, il motivo per cui l'arzillo vecchietto sulla copertina del libro indossi un costume da maiale. Fosse stato un elefante si sarebbe anche giustificato, con un po' di sforzo. Ma il maiale resta incomprensibile, se non sotto l'ottica di un marketing aggressivo.
Per fortuna (di tutti, marketing, autore e lettore!) il contenuto del romanzo è all'altezza delle promesse, anche senza maiali. Quella di Jonasson è una commedia grottesca che si lascia leggere con facilità, divertendo in modo arguto e leggero. Adatta anche a chi ama la fanta-politica perché il buon Allan, nei suoi cento anni di vita, viene a contatto con personaggi del calibro di Truman, Stalin e Mao Tse-Tung, avendo naturalmente un ruolo attivo in tutte le loro vicende politiche.
Se quindi chiudiamo un occhio sulla traduzione, a mio avviso non sempre ineccepibile, e su alcuni grossolani refusi (che neppure i self publisher ormai fanno più), "Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve" è sicuramente un romanzo da consigliare per passare qualche serata in relax e vedere il mondo con l'ottimismo di Allan, sperando di arrivare anche noi a cent'anni con la voglia di saltare dalla finestra e affrontare la vita con curiosità.

lunedì 21 settembre 2015

Ricomincio da me...

L'estate è finita. Capita ogni anno, ad ogni stagione.
Tutto finisce, è il corso naturale dell'esistenza umana, e anche le esperienze più rivoluzionare e ambiziose spesso volgono al termine prematuramente.
Anzi, più ambiziose sono più spesso finiscono nel fango.
Ma io sono testardo, dannatamente testardo, e finché avrò forze non rinuncerò alla mia ambizione.
Quindi ricomincio dall'unica persona su cui sono certo di poter contare: me stesso.
Perciò da oggi trovate Il Mondo Sopra in questo nuovo formato autoprodotto.
Lo so, sono sempre stato un po' critico e scettico nei confronti del Self-Publishing, ma sono arrivato alla conclusione che ben poco lo differenzia dall'affidarsi a un piccolo editore.
Cosa ti dà in più un editore onesto ma sconosciuto? Un logo sulla copertina, tanti attestati di fiducia e se va (molto) bene un migliaio di copie vendute. Ma spesso sono poche centinaia, a volte neanche quelle, numeri comunque su cui il peso delle tue attività di marketing (leggete pure come "spam agli amici") ha un valore preponderante.
Non voglio criticare i piccoli editori, fanno del loro meglio in un sistema al collasso e molti lo fanno anche bene. Ci si potrebbe accontentare.
Io però ho deciso di non accontentarmi.
Ho alzato l'asticella, l'ho messa appena sotto quegli editori che pubblicano i calciatori e i comici di Zelig: è là che voglio arrivare.
Un traguardo ambizioso, sarà facile finire nel fango.
Ma ogni volta che succederà darò una ripulita al mio libro, gli preparerò una bella confezione e lo proporrò comunque al pubblico, evitando inutili ricerche di un ripiego, attese di una risposta, discussioni di vario genere.
E magari i lettori sapranno darmi utili consigli per migliorarmi e raggiungere, infine, quel traguardo.
Che resterà là, ambiziosamente estremo.